Lo aveva trovato dietro un angolo, mentre rovistava tra i rifiuti in cerca di qualcosa da mangiare. Improvvisamente vide un minuscolo gattino grigio che si trascinava sull’asfalto e miagolava disperato.
Il grande cane, sporco, magro e coperto di polvere, si fermò. Il suo pelo era così opaco che non si capiva il colore. Ringhiò, ma il gattino non ebbe paura. Anzi, guaì piano e si avvicinò.
— Ecco quello che mi mancava, pensò il cane.

Provò a spingerlo via con la zampa, ma il piccolo si strinse forte al suo pelo sporco e si calmò. Il cane rimase sorpreso da tanta fiducia.
— Va bene… sospirò. Aspetterò un po’ la tua mamma…
Ma la mamma non venne mai. Passò il giorno, venne la notte, e il mattino dopo era chiaro: non sarebbe tornata.
Il cane guardò quella creatura fragile che si aggrappava a lui. Nei suoi occhi c’era solo fiducia. Qualcosa si sciolse nel cuore del randagio.
— D’accordo, mormorò. Da oggi sei mio.
Da quel momento furono inseparabili. Il cane divideva ogni pezzo di cibo, lo scaldava con il proprio corpo, lo proteggeva dal freddo. Il gattino capì presto: aveva trovato un amico fedele.

Una sera, una donna li vide accanto ai bidoni. La scena la commosse: un cane sporco e un minuscolo gattino uniti nella difficoltà.
La donna tese la mano. Il gattino corse subito, il cane ringhiò ma esitò. Poi, lentamente, permise alla donna di accarezzarlo.
Così iniziò la loro nuova vita. Una casa, calore e amore li aspettavano. Il cane capì che salvare quel gattino non era stato invano: grazie a lui avevano trovato la felicità.