Il cucciolo che andava a scuola con il suo piccolo padrone e gli salvò la vita

In una piccola città dove tutti si conoscevano, ogni mattina il piccolo Andrea, di sette anni, andava a scuola con il suo cucciolo Bim. Non era un cane di razza, ma i suoi occhi brillavano di un’intelligenza speciale.

Ogni giorno lo accompagnava fino al cancello, aspettava pazientemente e poi lo accoglieva con feste al termine delle lezioni. Insegnanti e compagni si erano abituati a questa coppia inseparabile.

Quella mattina tutto sembrava normale: il suono delle campane, il traffico degli autobus, l’odore di pane caldo proveniente dal forno. Andrea correva con lo zaino in spalla e Bim gli saltellava accanto.

Ma a pochi passi dalla scuola il cucciolo si fermò di colpo. Il pelo rizzato, lo sguardo teso, un ringhio basso. Andrea sorrise, pensando fosse un capriccio, e lo accarezzò.

Dopo le lezioni, tornando a casa, Bim era irrequieto. Guardava continuamente intorno a sé, abbaiava senza motivo. Vicino a un magazzino abbandonato c’era un furgone nero con i vetri oscurati. Improvvisamente Bim si piazzò davanti al padrone e abbaiò furiosamente.

La portiera del furgone si aprì e un uomo scese, avvicinandosi al bambino. Bim non esitò: si lanciò contro di lui, ringhiando e afferrando i suoi pantaloni.

L’uomo, sorpreso dall’attacco, indietreggiò. Andrea approfittò del momento per correre verso la casa del custode della scuola. Sentendo il trambusto, l’uomo adulto uscì e il sospetto saltò di nuovo nel furgone, fuggendo via.

La polizia confermò più tardi che in zona agivano rapitori di bambini e che il furgone corrispondeva a quello ricercato.

Da quel giorno Bim divenne l’eroe della città. I vicini gli portavano premi e coccole, gli insegnanti raccontavano la sua storia. Ma per Andrea, Bim restava soprattutto il suo amico fedele: il cucciolo che andava a scuola con lui e che un giorno gli salvò la vita.

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