L’inverno arrivò senza preavviso. Durante la notte la neve coprì il cortile con un manto bianco perfetto. L’aria era così fredda da pizzicare il respiro. Quella mattina un piccolo cucciolo di golden retriever di nome Lucky uscì per la prima volta da solo.
Il suo collare blu era leggermente grande e le sue zampe affondavano nella neve. Tutto lo incuriosiva.
Seguì tracce di uccelli, annusò impronte di stivali e poi notò un palo metallico coperto di brina.
Si avvicinò e lo leccò.

Improvvisamente la lingua rimase attaccata.
Cercò di tirarsi indietro, ma il freddo provocò dolore. Cominciò a guaire.
La sua proprietaria uscì subito, capì la situazione e rimase calma. Si inginocchiò accanto a lui e gli parlò dolcemente.
Un vicino portò un thermos con acqua tiepida. L’acqua sciolse lentamente il ghiaccio.
Dopo alcuni istanti la lingua si liberò.
Lucky si ritrasse subito e si rifugiò tra le braccia della proprietaria, tremando.

A casa fu avvolto in una coperta e gli diedero latte caldo. Dopo molte carezze si addormentò.
Il mattino seguente era di nuovo vivace e curioso.
Quel palo non era più qualcosa di misterioso, ma solo un ricordo.
L’inverno rimase bellissimo, ma ora accompagnato dalla consapevolezza che il calore umano può salvare anche nei momenti più freddi.