Quando io e mio marito ci siamo sposati, non avevamo né una casa né risparmi. Sua madre ci propose di vivere in una vecchia casa di famiglia. Le pareti erano scrostate, il tetto perdeva e il pavimento scricchiolava ad ogni passo. Ma per noi era una speranza.
Abbiamo investito tutto . Mio marito lavorava fino a tardi, io dipingevo le pareti e piantavo fiori . In pochi mesi quella rovina diventò un nido accogliente.

Poi arrivò il colpo. Mia suocera cominciò a comandare in casa, a dire che “era sua” e un giorno ci ordinò:
— Fate le valigie. Questo è il mio immobile, lo affitterò.
Mi si spezzò il cuore. Abbiamo lasciato tutto e siamo andati in un piccolo appartamento.
Passarono mesi. Gli inquilini distrussero la casa con feste e incuria. Una sera, tra le lacrime , mia suocera ci chiamò:

— Ho sbagliato tutto. Tornate, vi prego.
Ma era troppo tardi. Avevamo già capito la verità : la casa non è muri e tetto, ma amore e rispetto. Lei restò sola con i suoi rimpianti, noi invece costruimmo la nostra felicità altrove.