Allo zoo, una bambina giocava con una lontra, la accarezzava e rideva felice. Tutti si intenerivano davanti a quella scena dolcissima, finché un addetto non si avvicinò ai genitori e disse con voce seria:
— Portate immediatamente vostra figlia dal medico.
Quel giorno la famiglia aveva deciso di visitare uno zoo interattivo, dove i bambini potevano toccare, nutrire e persino abbracciare gli animali.
Per la piccola Lea, di cinque anni, era una vera avventura. Fin dal mattino non stava ferma un attimo, stringendo nel pugno il suo secchiello rosa pieno di carote e mele – “per i miei amici”, diceva.

All’inizio tutto fu magico: tartarughe, conigli, capretti. Lea rideva, accarezzava gli animali e sorrideva ai genitori. Ma quando arrivarono alla vasca delle lontre, rimase immobile, incantata.
— Mamma, guarda! Sta nuotando verso di me!
Una lontra si avvicinò davvero, si arrampicò su una pietra e, come per salutarla, tese le sue zampette. Lea si chinò, toccò il pelo bagnato, e l’animale si strinse contro il suo ginocchio.
La scena era così tenera che molti si fermarono a guardare. Lea sussurrò:
— Sei buona, ti voglio bene.
Poi un impiegato accorse, pallido.
— Allontanatevi subito! Portate la bambina dal medico!
I genitori rimasero gelati.
— Perché? — chiese il padre.
— Quella lontra è stata isolata stamattina, aspettavamo il veterinario per un controllo… forse rabbia.
La madre prese Lea in braccio e corse all’auto. Il viaggio verso l’ospedale sembrò infinito.

Dopo ore d’attesa, il medico tornò sorridendo: tutto a posto. L’animale era sano.
La madre abbracciò la figlia e disse:
— Non dimenticherò mai come ti ha guardata.
— Allora mi voleva bene, — rispose Lea sorridendo. 💛