“Ordinerò la bara più costosa… se solo tu non decidessi di tornare dall’oscurità in cui ti avevo già sepolta”

Quando Ricardo uscì dalla stanza, il suo volto era ancora una maschera di dolore, ma dentro di lui ribollivano sollievo e impazienza. Ringraziò distrattamente i medici e l’infermiera che si era commossa vedendo il suo “dolore”.

Aveva recitato alla perfezione. Ora doveva solo aspettare la chiamata finale. Poi sarebbe arrivata la libertà. E il denaro.

Ma il destino non ama i piani troppo sicuri.

Passarono due ore. Ricardo sedeva nel bar dell’ospedale, sorseggiando un caffè amaro mentre calcolava mentalmente eredità, vendite e trasferimenti bancari.

Emma era sempre stata fiduciosa, troppo ingenua per immaginare che l’uomo che amava potesse desiderare la sua fine.

Il telefono vibrò. Non era il medico: sullo schermo apparve il nome Marco, un amico del passato… e qualcuno che conosceva i segreti di Ricardo.

– Spero che tu ricordi che oggi è l’ultimo giorno, disse Marco. O pensavi che la malattia di tua moglie mi avrebbe fatto dimenticare il tuo debito?

Ricardo chiuse gli occhi, irritato. Non ora.

– Ti pagherò. Serve solo un po’ di tempo.

– Hai tempo fino all’alba.

Una nuova minaccia si aggiungeva alla sua falsa libertà.

Quando tornò verso la stanza, notò due infermiere che parlavano sottovoce. Qualcosa era cambiato. Si avvicinò, fingendo ansia.

Un medico gli sorrise con una strana emozione negli occhi.

– Señor Ricardo… una notizia inaspettata. Sua moglie…

– È morta? domandò troppo in fretta.

– No. Si è svegliata.

Ricardo sentì gelarsi il sangue.

– Impossibile…

– E sembra che abbia ascoltato tutto ciò che accadeva intorno a lei.

La porta si aprì. Emma, debole ma lucida, lo fissò intensamente.

– Ricardo… ho sentito ogni parola.

Quella fu la prima volta in cui provò vero terrore.

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