Quando una tranquilla notte di pesca si trasforma in terrore: la storia di un pescatore solitario e della lince comparsa all’improvviso

Le notti trascorse nella piccola baita sul lago Lakeside erano sempre state un rifugio per Nikolaj. Amava allontanarsi dal caos della città, ascoltare il silenzio e sentire la pace che soltanto la natura poteva offrirgli.

Quella sera era sulla piattaforma di legno come sempre, con due canne immerse nell’acqua scura illuminata appena dalla luna.

Ai suoi piedi c’era un secchio di metallo che tintinnava leggermente. Un fruscio provenne dal bosco, ma Nikolaj non ci fece caso: pensò fosse il solito procione che cercava di rubargli il pescato.

Ma la telecamera di sicurezza avrebbe poi mostrato che non era un procione.

Proprio mentre Nikolaj tirava leggermente la lenza, una figura sfocata apparve dietro di lui. Sembrava un grosso gatto, ma troppo robusto. In un attimo i contorni si fecero nitidi: una lince. Si muoveva con passi silenziosi, morbidi, decisi.

La distanza diminuì rapidamente. Tutto accadde in pochi secondi. La lince balzò in avanti, saltando tra le pietre e slanciandosi verso di lui. Il secchio cadde, rimbalzando sulle assi con un rumore metallico catturato dalla telecamera.

Sorpreso, Nikolaj fece un passo indietro. Alzò le braccia d’istinto. L’animale gli saltò addosso, ma lui ruotò il corpo e riuscì a respingerlo con un colpo sul fianco. La lince atterrò storta, ringhiò e scomparve nel bosco.

“Pensavo fosse un procione… e invece in un secondo qualcosa mi era addosso”, ricordò più tardi.

Raggiunse la porta della baita con il cuore che batteva all’impazzata. Il buio inghiottì l’animale, che non ricomparse.

Ma la telecamera aveva registrato tutto: l’uomo solo, la notte silenziosa e l’attacco fulmineo.

Da quel giorno Nikolaj chiude sempre la porta a doppia mandata e prima di scendere al molo controlla attentamente il bordo del bosco.

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