SABINA SPINSE EMMA SUI BINARI – E CIÒ CHE ACCADDE DOPO SEMBRAVA IMPOSSIBILE

Quando il treno apparve dalla curva, ruggendo come una bestia d’acciaio, Emma era già sul bordo della banchina. Il suo respiro era corto, le mani tremanti, non per il freddo, ma per l’oscura sensazione che i secondi successivi avrebbero deciso il suo destino.

Sabina avanzava lentamente, con passi sicuri, come se il momento fosse stato preparato da tempo. Nei suoi occhi non c’era pietà: solo rabbia e gelosia.

— Hai distrutto la mia vita, sussurrò Sabina. Ora distruggerò la tua.

Emma non ebbe il tempo di reagire. Una spinta violenta la fece precipitare tra i binari. Cadde sul ghiaccio e una fitta dolorosa attraversò il suo ventre.

Il rumore del treno riempì tutto. Cercò di rialzarsi, ma il corpo non rispondeva. Posò la mano sulla pancia: i gemelli si muovevano. Doveva lottare.

Dall’alto, Sabina osservava come se avesse già ottenuto la sua vendetta. Ma il destino non era dalla sua parte.

Un urlo lacerò l’aria:
— EMMA!!!

Era Ryan. Corse sulla banchina con il terrore negli occhi. Vide Emma sui binari, il treno a pochi metri. Sabina cercò di fermarlo, ma lui la spinse via e saltò giù senza esitazione.

Il treno era quasi su di loro. Le rotaie vibravano, l’aria era carica di metallo e paura.

Ryan afferrò Emma.
— Aggrappati! Ti porto fuori!

Con uno sforzo disperato, la sollevò fino al bordo della banchina. Emma sentì il vento del treno passare come una lama mentre Ryan si tirava su all’ultimo istante. Il treno colpì la sua scarpa e lo fece rotolare, ma era vivo.

Emma gli si avvicinò piangendo.
— Ci sei riuscito… ci hai salvati…

Sabina rimase immobile, pallida: testimoni e telecamere avevano visto tutto. La polizia la portò via.

Emma toccò la pancia: i gemelli si muovevano, vivi, forti.

Quella notte poteva finire in tragedia. Invece segnò un nuovo inizio.

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