— “Beh… immagino che finisca così”, mormorò Walter quando una grande lupa grigia uscì lentamente dalla nebbia proprio davanti a lui.
Walter non era un uomo che si spaventava facilmente. Per quasi trent’anni aveva camminato in quella foresta ogni settimana. Conosceva ogni sentiero, ogni ruscello e perfino i punti dove crescevano i funghi migliori 🍄.
Quella mattina la nebbia era bassa e silenziosa tra gli alberi. Walter era seduto su un tronco caduto con il suo cestino accanto e un piccolo coltello da funghi in mano.
Poi qualcosa cambiò.
Gli uccelli smisero di cantare.
La foresta divenne improvvisamente troppo silenziosa.
Walter alzò lo sguardo.
E la vide.

Una grande lupa grigia camminava lentamente verso di lui 🐺.
— Va bene, Walter… rimani calmo — sussurrò.
Ma poi notò qualcosa di strano.
La lupa portava qualcosa in bocca.
Due piccole forme pelose.
Quando si avvicinò abbastanza, Walter sbatté le palpebre incredulo.
Erano cuccioli di lupo.
— Aspetta… cosa?
La lupa si fermò proprio davanti a lui.
Per un momento nessuno si mosse.
Poi abbassò lentamente la testa e posò i due cuccioli davanti ai suoi stivali.
Walter rimase immobile.
Uno dei piccoli starnutì.
L’altro cercò immediatamente di arrampicarsi sulla sua scarpa.
— No, no… credo che abbiate sbagliato indirizzo — disse Walter.
La lupa si sedette tranquillamente sull’erba e lo osservò.
E all’improvviso Walter ricordò.
Tre settimane prima aveva trovato una trappola dei bracconieri nascosta tra i cespugli.
Dentro c’era un piccolo lupo intrappolato che guaiva disperato.
Walter aveva tagliato la corda borbottando contro gli stupidi bracconieri.
— Vai, piccolo — aveva detto liberandolo — e di’ a tua madre di stare lontana da queste cose.
Il cucciolo era sparito tra gli alberi.
Ora Walter guardava i due piccoli che già salivano sui suoi pantaloni.
— Non può essere…
La lupa spinse delicatamente i cuccioli verso di lui con il muso.
Uno riuscì a salire sulle sue ginocchia.
L’altro iniziò a mordicchiare il laccio dello stivale.
Walter sospirò… e poi scoppiò a ridere 😂.
— Non ci credo. Mi hai portato una babysitteria per lupi!
La lupa rimase seduta, tranquilla, osservando la scena.
Per quasi dieci minuti Walter diventò una palestra vivente per due cuccioli curiosi. Tiravano la sua sciarpa, cercavano di infilarsi nel cestino dei funghi e uno provò persino ad aprire il thermos.
Finalmente la lupa si alzò.
Prese il primo cucciolo.
Poi il secondo.
Prima di sparire tra gli alberi si voltò e guardò Walter.
Per un attimo sembrò quasi controllare se avesse superato un esame.
Walter sorrise e scosse la testa.
— Dì a tuo marito che la prossima volta voglio una torta come pagamento.
Dai cespugli arrivò un piccolo sbuffo.
Quasi come una risata.
Quando Walter tornò a casa e guardò nel suo cestino dei funghi, notò qualcosa che non ricordava di aver messo lì.

In cima ai funghi c’era un vecchio guanto di lana.
Il suo guanto.
Quello che aveva perso nella foresta l’inverno precedente.
Walter guardò fuori dalla finestra verso gli alberi lontani.
Poi annuì lentamente.
— Va bene — disse piano.
Il debito era stato pagato.