Nelle acque in tempesta lei restava immobile sulla roccia

Nelle acque in tempesta lei restava immobile sulla roccia. La piccola gatta bianca si era rannicchiata su un masso stretto e scivoloso nel mezzo del fiume impetuoso.

Solo poche ore prima giocava sulla riva, inseguendo foglie leggere e riflessi dorati. Poi il terreno era ceduto sotto le sue zampe e l’acqua gelida l’aveva trascinata via.

Con fatica era riuscita ad arrampicarsi su quella roccia. Ora non osava muoversi. L’acqua colpiva il masso con forza, bagnando il suo pelo già fradicio. Ogni minimo movimento poteva farla cadere.

Guardava la riva e miagolava piano, ma il fragore del fiume copriva la sua voce. Il freddo penetrava lentamente nel suo corpo.

All’improvviso apparve lui.

Un grande cane dal pelo dorato entrò nell’acqua con calma. La corrente era forte, ma lui avanzava con sicurezza. Aveva visto la piccola figura bianca sulla roccia scura. Senza abbaiare, senza agitarsi, si fece strada contro la corrente.

Quando si avvicinò, la gatta tremò ancora di più. Nei suoi occhi però non c’era minaccia, solo determinazione. Raggiunse la roccia e la sfiorò con il muso, come per rassicurarla. Poi si girò, offrendo la schiena.

Lei esitò un istante, poi salì con cautela sul suo dorso bagnato. Il cane tese i muscoli per mantenere l’equilibrio e iniziò a nuotare verso la riva.

La corrente li spingeva con forza, ma lui continuò con pazienza e forza. Finalmente toccò terra.

Uscì dall’acqua e rimase fermo finché lei non scese. La gatta lo guardò, ancora tremante. Lui le diede una dolce leccata sulla fronte.

Nessuno aveva visto quel momento. Ma il coraggio non ha bisogno di spettatori.

Non tutti gli eroi sono umani.

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