La pioggia non cadeva più, martellava. Per due giorni interi il cielo sembrava svuotarsi senza tregua.
I campi erano diventati instabili. Il piccolo fiume si era trasformato in una forza incontrollabile.
Quella mattina notarono subito qualcosa di strano. La giumenta Luna non era tornata.
Quel dettaglio creò inquietudine. Non era normale per lei.
Partirono senza esitare. Il terreno scivoloso rendeva tutto difficile.

La trovarono vicino alla riva. Era troppo vicina all’acqua.
Il suo corpo era inclinato. Le gambe bloccate nel fango pesante.
Ogni movimento la faceva sprofondare. La corrente la colpiva con forza.
Juan arrivò per primo. Capì subito la gravità della situazione.
Miguel e Raul lo raggiunsero. Non servirono parole inutili.
— La corda, disse Juan. La sua voce era calma.
Lavorarono rapidamente. Ogni gesto era preciso.
Juan si avvicinò lentamente. Il terreno cedeva sotto i piedi.
Luna lo guardò. Nei suoi occhi c’era qualcosa di diverso.
La corda fu posizionata. Doveva essere perfetta.
— Insieme, disse Juan. Diede il segnale.
Tirarono con forza. All’inizio nulla cambiò.
Il fango tratteneva la giumenta. Lei cercò di spingersi.
Scivolò di nuovo. La tensione aumentò.
— Ancora, disse Raul. Si coordinarono meglio.
I movimenti divennero più precisi. Lottavano insieme.
Uno zoccolo si liberò. Poi un altro.
La terra iniziò a cedere. Il momento decisivo si avvicinava.
Luna raccolse le forze. Si lanciò in avanti.
Cadde sull’erba, libera. Era esausta ma salva.
Gli uomini lasciarono la corda. Nessuno parlò subito.

Il silenzio era pesante. Solo il fiume si sentiva.
Juan sciolse lentamente il nodo. Miguel fece un passo indietro.
Raul osservava in silenzio. Tutto era finito.
Luna alzò la testa. Il suo sguardo era calmo.
La paura era scomparsa. Rimaneva solo quiete.
Il cielo si apriva lentamente. La luce tornava.
👉 Se questa storia ti ha colpito, lascia un commento e condividila.